Mälkki: il timore di non essere accolte è un freno. La forza è la musica

Il Giorno

Grazia Lissi

Susanna

Mälkki non si-è mai posta i1 problema. Dal 2016 è direttrice principale dell’Helsinki Philharmonic Orchestra, dal 2017 è direttrice ospite della Los Angeles Philharmonic; dal 2006 al 2013 ha diretto l’Ensemble InterContemporain l’orchestra fondata da Pierre Boulez. Dopo il successo del 2011, stasera alle 20 torna sul podio dell’Orchestra del Teatro alla Scala, concerto in diretta streaming sul sito del Teatro. In programma brani di Strauss, Ravel e Beethoven. Nata a Helsinki, Susanna Mälkki nel 2016 è stata eletta da “Musical America” Direttrice d’orchestra dell’anno e nel 2017 le ha avuto il Nordic Council Music Prize.

Cosa significa la Scala?

«Questo Teatro avrà sempre un posto speciale nel mio cuore per la sua grande storia, la tradizione e la straordinaria produzione musicale. Ricordo con emozione e orgoglio il debutto di 10 anni fa. Orchestra e coro sono sublimi, la casa stessa è un gioiello. Mi sento fortunata».

Quando ha capito che sarebbe salita sui podio?

«Credo di averlo intuito abbastanza presto ma volevo maturare, ho scelto di finire gli studi di violoncello e poi sono passata a quelli di direzione d’orchestra».

Perché poche donne si cimentano nella sua professione?

«Probabilmente per lo stesso motivo che mi ha fatto rimandare la decisione: il timore di non essere accolta da tutti. E avevo ragione. Quando conosci la tua strada, la percorri, non hai altra scelta. Ho lasciato il posto di primo violoncello con la certezza che stavo facendo una cosa giusta perla mia vita, anche se molte persone non capivano ed erano dispiaciute. Ora per fortuna il mondo della musica, la società stessa sta cambiando».

Chi l’ha sostenuta?

«Gli amici musicisti, molti compositori, due colleghi anziani, meravigliosi dimostrandomi stima e simpatia. Tante persone che conoscono realmente la professione e che avrebbero fatto lo stesso tipo di percorso che stavo iniziando, se avessero potuto. II loro sostegno si è rivelato prezioso, lo è ancora oggi. Nonostante l’immagine radicata del direttore d’orchestra, alla fine sono i risultati musicali a emergere. Molti musicisti hanno iniziato a dire di essere contenti di lavorare con me e avevo ancora da imparare, insieme abbiamo proseguito in armonia».

Cosa consiglia a una ragazza che vuol seguire la sua strada?

«Pensate solo alla musica, dimenticate voi stesse! Non date retta a quello che la gente, i media, il pubblico dice di voi, ma all’arte che volete servire. Dirigere significa intraprendere un viaggio che durerà tutta la vita, l’apprendimento non finisce mai. Sarà la musica la a darvi la forza necessaria per intraprenderlo!».